La leggenda dei men eater lions (leoni mangiatori di uomini) diventò realtà verso la fine del 1800, quando i coloni britannici cominciarono l'allora impresa titanica di costruire la ferrovia Mombasa-Nairobi.
La costruzione della ferrovia fu non solo economicamente molto dispendiosa (circa 5
milioni di sterline), ma anche molto difficile da realizzare tecnicamente: il grande dislivello (dal livello del mare di Mombasa fino ai 1800 s.l.m. di Nairobi) e la natura del territorio del Tsavo, pieno di valli e colline e in parte ancora poco conosciuto.
Nonostante in Inghilterra ci furono diverse voci autorevoli che si opposero al progetto, il protettorato britannico decise comunque di provarci visto che il collegamento fra la costa del Kenya e le sponde del Lago Victoria avrebbe consentito loro di ottenere l'assoluto controllo di tutta l'East Africa.
Tra gli indigeni l'opera era considerata un'ulteriore umiliazione visto che dopo aver preso possesso della loro terra gli inglesi si apprestavano ad "affettare" il Tsavo in due.
Ci furono dei problemi: i Masai si opposero anche con la forza e molti operai locali si rifiutarono di lavorare al progetto, soprannominato ironicamente il "Serpentone di ferro". Gli inglesi provvidero immediatamente deportando lavoratori dall'India, altra colonia britannica dell'Oceano Indiano.
In questo scenario i leoni mangiatori di uomini fecero la loro comparsa. Era il 1899 e i lavori procedevano a rilento, oltre ai problemi sopracitati gli ingegneri si trovarono ad affrontare la grana dell'attraversamento del fiume Tsavo: la difficile costruzione di un maestoso ponte.
Quando alcuni lavoratori indiani cominciarono a sparire durante la notte cominciò quella che ancora oggi è una delle storie più incredibili del Kenya.
Fu ben presto chiaro che il cantiere sulla sponde del fiume era diventato territorio di caccia per i leoni, cosa ancora più incredibile fu il comportamento dei felini.
La notte attaccavano l'uomo apertamente, infiltrandosi letteralmente nel campo tendato e azzannando le prede, per poi trascinarle nella savana.
Fu qualcosa di mai visto fino ad allora, dato che i leoni notoriamente non attaccano l'uomo senza motivo.
Un ingegnere inglese, tale James Patterson, era un buon cacciatore e cercò subito di contrastare l'azione degli animali. Scoprì che i leoni erano due, dotati di un'intelligenza fuori dal comune e dopo che Patterson fallì ripetutamente di farli fuori questi cominciarono ad attaccare anche in pieno giorno, quasi in segno di sfida.
Tra le tribù del Kenya presero campo suggestive ipotesi riguardo alla natura dei felini, la più bizzarra sostiene che i leoni erano in realtà dei demoni venuti per cacciar via gli invasori inglesi.
Un anno più tardi le vittime dei leoni del Tsavo erano ben 124, i lavori della ferrovia erano fermi e i lavoratori avevano paura a ricominciare.
Dopo lunghi safari ed estenuanti battute di caccia, finalmente, Patterson riuscì ad uccidere i felini e i lavori ripresero. Il "sepente di ferro" raggiunse Nairobi (che allora era un avamposto formato da tende) ed arrivò sulle rive del Lago Victoria nel Dicembre del 1901.
Qualche anno dopo James Patterson scrisse anche un libro su questa vicenda, intitolato The maneaters of Tsavo. Cento anni più tardi Hollywood produce un film con Val Kilmer: Spiriti nelle tenebre (titolo originale The ghost and the darkness), ma la storia si discosta leggermente dalla realtà.

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